La mia vita valenciana

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La mia vita valenciana: un inizio dubbioso

Dal momento in cui salii sull’aereo che dalla Germania mi avrebbe portato a Valencia, cominciai ad avere mille paure riguardo le successive settimane. Mi chiedevo se non avrei fatto meglio a fare quell’esperienza lavorativa di sei settimane in Germania. Ma dal terzo giorno qui, con l’inizio del corso di Spagnolo di una settimana e l’incontro con tante persone carine e ospitali, capii che mi sarei trovata benissimo.

Il mio corso di spagnolo

Purtroppo il mio corso durava una sola settimana, troppo poco per poter imparare effettivamente qualcosa, ma avevo davvero pochissimo tempo. Per fortuna capitai nel livello adatto a me, in modo da poter riprendere da dove avevo lasciato in Germania (per esempio ero giá ferrato con i tempi passati “perfecto” o “indefinido”). In generale fare un corso di lingua in questa scuola è davvero raccomandabile: professori competenti, comprensivi e disposti a spiegare anche tre o quattro volte se necessario. Ne fui molto impresisonata. Fu una settimana eccezionale e mi serví per ambientarmi perfettamente prima delle cinque settimane lavorative seguenti.

La mia esperienza lavorativaalt="La mia vita valenciana"-la-mia-vita-valenciana

Il decimo giorno cominciai a lavorare nell’ufficio della scuola, e il direttore, quello stesso giorno, mi chiese se fossi felice. Era davvero una domanda inaspettata che mi spiazzó, ma poi ho capito che era specchio della mentalitá di chi lavora in AIP: essere felici è la prima cosa, perchè “chi è felice lavora meglio”.

Tornando al mio lavoro, ogni giorno era diverso e avevo differenti compiti, ma una specie di routine giornaliera rendeva il tutto piuttosto facile per me, che ero nuova. Si lavorava molto, come facevo in Germania, ma con altrettanta leggerezza e molta comunicazione (rigorosamente in Spagnolo, il che era un’occasione perfetta per me che volevo imparare).

Fu una delle migliori – se non la migliore – esperienze lavorative della mia vita, soprattutto per la gente incontrata, cosí aperta e sempre disponibile di fronte a un mio dubbio per tutte e sei le settimane (il che capitava spesso dato il mio basso livello di Spagnolo e la necessitá di capire bene i compiti).

Il mio appartamento

Durante la mia permanenza di sei settimane ho condiviso un appartamento talvolta con due, tre o anche quattro persone da ogni dove (Cina, Canada, Francia), il che rendeva la mia vita privata sempre movimentata. Era tutto perfetto, mi divertivo e andavo d’accordo con chiunque incontrassi, sia dentro che fuori casa. Anche la mia stanza era bella, della giusta misura ma comunque utile per avere un po’ di privacy quando non volevo stare in salotto a chiacchierare con gli altri.

Da menzionare è la location: solo due minuti a piedi dalla scuola/posto di lavoro. E a cinque minuti tutto quello di cui si possa avere bisogno: farmacia, panificio, supermercato, fermate bus e metro (a tre fermate dal centro e qualcuna in più per la spiaggia), ristoranti…Incredibile!

Le mie avventure fuori da scuola/lavoro

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Giá nel mio primo giorno a scuola presi parte ad una delle attivitá organizzate, un tour della cittá con Miguel, responsabile attivitá. Siccome la scuola ha la sua propria agenzia di viaggi, si organizzano attivitá ed escursioni per gli studenti ogni giorno della settimana, come visite all’Oceanografico, corsi di cucina di tapas o partite al Mestalla ecc. Ci sono in realtá tantissime cose che si possono organizzare, o anche improvvisare. Per esempio, alla fine della mia prima settimana feci shopping e dopo cena in centro con le mie coinquiline francesi, tutto bellissimo per me.

Che altro? Mi sono goduta ogni secondo lí, quando guardo indietro a quelle esperienze ho solo splendidi ricordi, dal corso di lingua all’appartamento, le persone, la mentalitá, la cittá stessa…tutto.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere questa esperienza indimenticabile.

Sandra Braun, November 2013

 

 

 

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